Intervento pittorico e arte digitale convivono e si contaminano creando un corto circuito visivo e simbolico
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OPERE
Superfici caleidoscopiche, icone pop, frammenti contemporanei, simboli del consumismo ed emozioni si addensano in un universo visivo saturo, dove identità e mercificazione si fondono. I lavori sono realizzati con arte digitale e interventi pittorici ad acrilico su tela.


La nostra identità è davvero nostra?




L’arte come ironia
EVENTI IN CORSO

SAMOSATA
29/04/2026
AL VAPORE
Marghera-Venezia
Incontro con l’Artista
Quando:
Dove:
Un’occasione per conoscere l’ispirazione dietro le opere esposte.
Lo sguardo che abbiamo è il nostro?

L’ ARTISTA
Samosata è un alter ego artistico nato per abitare un linguaggio pop irriverente, dove creazione digitale e intervento pittorico convivono e si contaminano, creando un cortocircuito visivo e simbolico.
Il suo nome richiama un filosofo antico che da giovane fu anche artista, Luciano da Samosata, capace di osservare il proprio tempo con intelligenza critica e ironia. Allo stesso modo, Samosata guarda il sistema dell’arte contemporanea con uno sguardo libero e dissacrante, con una tensione continua tra fascino e parodia, tra seduzione visiva e smascheramento.

Le immagini nascono come opera digitale, ma non restano mai soltanto digitali, vengono attraversate dalla pittura acrilica, dal gesto, dalla sovrapposizione materica. Ne deriva una superficie caleidoscopica, in cui icone pop, frammenti figurativi contemporanei, simboli del consumismo e residui emotivi si addensano in una ricca narrazione. È un universo visivo saturo, volutamente eccessivo, dove il volto, l’identità e la merce sembrano fondersi in un’unica scena instabile.
Samosata lavora sul confine tra immagine e simulacro, tra autenticità e costruzione, tra pittura e post-produzione, mettendo in discussione l’idea stessa di aura artistica. Il suo gesto è insieme ludico e critico per produrre opere che attirano e disturbano, divertono e interrogano.
Il suo lavoro è ricordare che l’arte può ancora essere ironica, senza rinunciare al gioco, contemporanea senza smettere di essere pittura.

